• Filomente Psicologia

La difficoltà del primo passo




I primi passi sono sempre complicati, implicano un nuovo inizio verso qualcuno o qualcosa, come nell’incontro con l’altro o con l’inizio di una nuova vita, un nuovo lavoro, una nuova relazione, sono l’apriporta per il cambiamento. Possiamo vedere come questo scenario può essere vissuto in modi diversi, con entusiasmo e frenesia o con paura e preoccupazione oppure con l’alternanza di entrambe le emozioni perché fare il primo passo è l’inizio di un’espressione di desiderio è come il posizionamento di un primo mattoncino di un progetto che fino a quel momento era solo nella nostra testa ma una volta posato resta li, carico di aspettativa e buoni propositi.

Sapete durante i colloqui spesso ho sentito riecheggiare il mito di ciò che precede il primo passo, “era da tanto che volevo iniziare un percorso ma…


La danza che precede la scelta di prendersi cura di se è veramente complicata e si veste di rimandi mascherati da giustificazioni logiche: i soldi non sono mai abbastanza, il tempo non sembra mai quello giusto, quel “era da tanto che ci pensavo, ma..” lo abbiamo provato tutti, compresi noi professionisti ma dietro a quel rimandare c’è un rimandare se stessi, i propri bisogni e la cura di sé. Come psicologhe a domicilio vediamo come le resistenze e il bisogno di temporeggiare in un setting diverso dallo studio sono esattamente gli stessi, in questo contesto è il terapeuta che viene da te, bussa a casa tua eliminando la distanza fisica che ti separa dal prenderti cura ma anche qui si arriva spesso quando il caso è già complesso, quando le dinamiche del dolore sono già cristallizzate e sono più difficili da sbriciolare.


Vi siete mai chiesti perché si ha la spinta di chiamare un professionista, per la maggior parte delle volte, quando ci si sente al limite? E perché non lo si fa non appena si inizia a provare quel desiderio di amarsi un pochino di più?

Credo che il tema del primo passo sia qualcosa di profondo, che prescinde dal setting in cui si svolge la terapia, eliminando l’impossibilità di raggiungere lo studio di fatto sveliamo l’origine di un fattore che spesso ci fa rimandare la scelta del primo contatto con il terapeuta, la paura dell’incontro con sé stessi.



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